Preveniamo le malattie - Ammalarsi fa Bene

Come ogni autunno ci si appresta a grandi cambiamenti di adattamento e preparazione alla stagione invernale.
Nella logica del buon senso si parla di prevenzione alle malattie con dei comportamenti alimentari e l’utilizzo di piante officinali ed integratori, proprio per rafforzarci e rimanere in salute.

Ma la salute non è una cosa facile né mantenerla né tanto meno definirla perché viviamo in una società in cui è vietato ammalarsi e dove siamo tutti, compresi i nostri figli, sempre di corsa e sempre super impegnati, tanto che la malattia viene demonizzata e considerandola come un guaio e non come un evento naturale.

Contemporaneamente molte volte la classica malattia invernale viene salutata (specialmente di tipo influenzale) come  un occasione ed un “aiuto” per fermarci un attimo e riposarci senza sentirci in colpa di non lavorare ed essere super attivi, super produttivi e dei genitori instancabili….

Un vita innaturale ed un po’ folle non vi sembra? Mentre è corretto riaffermare che la malattia (escludiamo quelle
gravi) sono un preciso segnale d’allarme che il nostro organismo lancia per farci uscire da quell’area protetta, da quel limbo, della falsa normalità che ci vuole sempre forti e che considera anche il passare degli anni o l’invecchiamento una colpa da nascondere con trucchi e stratagemmi.

Lo stress (vedi adrenalina), l'anormalità, lo squilibrio, la disfunzione improvvisa, l’acutizzarsi di vecchi disfunzioni, il cattivo umore, il sonno non ristoratore  sono segnali ben precisi e sono stimoli per un necessario cambiamento.

Quindi la malattia (stagionale o lieve) deve essere  vissuta come il punto di partenza per un nuovo cambiamento del corpo e della  trasformazione e potenziamento dell'energia vitale.

Difatti se ognuno di noi guarda attentamente  nella sua memoria infantile ed  osserva con attenzione i propri figli, la malattia invernale anche con febbre o quelle infettive infantili (morbillo e varicella) molte volte sono  un momento di grande passaggio che porta il soggetto ed in modo particolare il bambino, ad una condizione pos-malattia di grande miglioramento sia della salute sia dell’energia come se il corpo avesse attinto ad una fonte energetica superiore per superare la malattia, ma quell’energia “superiore”  fosse in una parte rimasta come “bagaglio o scorta energetica” per un nuovo cambiamento e non è raro che i bambini dopo tali malattie siano cresciuti in altezza.

Ovviamente come ripetuto e ben illustrato nei miei corsi, questo problema di fare prevenzione alle malattie invernali non riguarda indistintamente tutte le persone ma solamente i soggetti giovani al di sotto dei 10 - 15 anni (circa) e dei soggetti “infettivi” che riguarda la seconda Diatesi (ipostenica).
   
AMMALARSI FA BENE ALLA SALUTE

Alla nascita, gli unici anticorpi presenti sono quelli materni; subito dopo, aumentano grazie all'assunzione del colostro, questo “liquido” pre-latte è determinante per l’organizzazione delle difese immunitarie, pertanto è fondamentale che il bambino immediatamente dopo la nascita lo assuma.

Il colostro svolge quindi una fondamentale azione protettiva, attraverso la quale il neonato può affrontare la sfida con i primi agenti patogeni e costruirsi progressivamente il suo sistema immunitario, il quale per tutta la vita dell’individuo si evolve, impara e si migliora.

Nel corso dell' infanzia, ogni malattia che non metta a grave rischio l'organismo rappresenta un'occasione in più per aumentare le capacità di difesa del sistema immunitario.

Pertanto l’infanzia  è un periodo speciale  e  delicato che potrà determinare l’efficienza immunitaria di tutta la vita, quindi  l'uso di medicinali di sintesi chimica e la somministrazione di vaccini, rischiano di interferire pesantemente e compromettere l'efficienza del sistema immunitario.

Il sistema immunitario

Il compito principale del sistema immunitario è di “vigilare” e proteggerci dalle sostanze dannose sia endogene (prodotte all’interno dell’organismo) come il cancro, sia esogene (di provenienza esterna) inquinamento, metalli pesanti o come batteri e virus.

Definiamo Immunità la risposta del nostro organismo verso sostanze estranee, indipendentemente dalle conseguenze fisiologiche e patologiche che possono derivare da tale processo.

L'insieme delle cellule e delle molecole coinvolte in questa risposta prende il nome di Sistema immunitario, complesso deputato al riconoscimento del self dal non-self, e la distruzione di quest'ultimo al fine di mantenere integra l'identità (= omeostasi= condizione di salute).

L'immunità è divisibile in due branche principali:

Naturale ed Acquisita.

Naturale
La naturale è composta da meccanismi di difesa preesistenti all'esposizione agli agenti microbici o alle macromolecole estranee, la cui attività peraltro non viene potenziata da tale esposizione. Altra caratteristica è che non è in grado di discriminare, se non in modo grossolano, tra le diverse sostanze estranee.

Le strutture che costituiscono l'immunità naturale sono:
le barriere fisiche, i fagociti, gli eosinofili, le cellule Natural Killer ed infine molecole sia circolanti (il complemento) che solubili (le citochine).

L’immunità acquisita è caratterizzata da: specificità, diversità, memoria e autoregolazione; il che permette alle strutture che la compongono di potenziarsi col susseguirsi delle esposizioni al non-self e quindi di “acquisire” una maggiore capacità difensiva.

L'immunità acquisita si divide a sua volta in Umorale e Cellulare.

L'umorale è messa in opera da Linfociti B i quali sono deputati alla produzione di anticorpi in grado di difendere l'organismo da tossine e microrganismi extracellulari.

La cellulare invece è costituita dai Linfociti T che si occupano della risposta contro i virus e i microrganismi intracellulari, ma che sono anche in grado di potenziare e maturare le risposte umorali e naturale.

Le sostanze estranee in grado di scatenare una reazione immunitaria vengono dette antigeni: in genere sono proteine che, grazie alla loro peculiare struttura tridimensionale, possono essere riconosciute dal sistema immunitario. Esiste poi una serie di meccanismi di difesa aspecifici perché non discriminano l’agente estraneo ma forniscono comunque all’organismo una certa resistenza.

Difese immunitarie aspecifiche (immunità naturale)

Costituiscono la prima linea di difesa del nostro corpo. Si possono dividere in:
  
barriere fisiche
fagociti
sorveglianza immunologica
proteine con funzioni di difesa
risposta infiammatoria
febbre

Barriere fisiche
L’epitelio, che riveste la superficie interna degli organi (stomaco, intestino, polmoni, ecc.), grazie alla sua struttura formata da cellule fortemente legate l’una all’altra e alla secrezione di vari liquidi, rappresenta una barriera per gli agenti patogeni.
L’integrità fisica dell’epitelio viene garantita da giunzioni intercellulari particolari: i desmosomi che hanno il compito di tenere saldamente unite le  cellule adiacenti e le giunzioni occludenti che sono delle zone in cui le membrane plasmatiche delle cellule epiteliali vicine sono saldate assieme: ciò quindi impedisce che si formino delle fessure tra cellule adiacenti e quindi garantisce la formazione di uno strato cellulare impermeabile.
Gli epiteli interni secernono muco e nello stomaco anche acido cloridrico, un agente chimico che distrugge la maggior parte dei batteri. 
L’interno del nostro intestino presenta una serie di colonie microbiche il cui insieme viene detto flora batterica, che sfavorisce l’attecchimento dei batteri patogeni. pertanto è facilmente comprensibile che una buona alimentazione e l'esclusione totale del latte è il primo passo per rispettare la nostra flora batterica e gli amici del nostro intestino come la candida. 
La superficie dell’epitelio vaginale ospita dei batteri del genere Lactobacillus: essi producono acido lattico, il cui pH abbastanza basso (circa 4) rende sfavorevole la crescita di microrganismi patogeni.

La nostra cute ha un pH acido che sfavorisce la crescita microbica ed  è ricoperta da uno strato corneo di cellule morte e di materiale lipidico detto sebo, che forma una patina impermeabile.
Le lacrime e la saliva contengono lisozima, un enzima che attacca la parete cellulare dei batteri, provocando la loro rottura e quindi la morte.

I fagociti
Sono leucociti (globuli bianchi) in grado di fagocitare, cioè di inglobare in sé e successivamente digerire, cellule intere “pericolose” loro frammenti o altre particelle.
Possiamo distinguere i fagociti in:

microfagi (danno una risposta rapida ma breve): sono precursori dei globuli bianchi ed a loro volta li possiamo distinguere in eosinofili (secernono degli enzimi che combattono i vermi parassiti) e neutrofili (sono attivi contro i batteri e prendono parte alla risposta infiammatoria);
  
macrofagi (danno una risposta lenta ma prolungata): sono globuli bianchi giganti che derivano da cellule bianche immature dette monociti. I monociti si dirigono verso i tessuti infiammati e lì danno origine ai macrofagi. Tutti i fagociti sono cellule migranti del sangue ma in ogni momento possono attraversare i vasi sanguigni per confluire nei tessuti in cui sia presente un’infezione.
 


A Destra foto dei granolociti (il loro nucleo è a forna di granuli):
Neutrofilo = fagocitano i batteri
Eusofilo =  aggrediscono parassiti - fagocitano  antigene
Basofilo =  secernono mediatori come istamina, serotonina... fagocitano in alcuni casi.

Sorveglianza immunologica



I tessuti del nostro corpo presentano in superficie delle particolari molecole, spesso glicoproteiche, che sono tipiche ed uniche per ogni individuo (di identificazione che nei trapianti causano il rigetto)  . Esse sono dette marcatori del complesso maggiore di istocompatibilità o più semplicemente marcatori MHC, nell’organismo umano sono definite HLA (
Human leukocyte antigen ).

Nelle cellule cancerose o infettate da virus questi marcatori sono diversi e presentano quindi delle anomalie, le quali vengono riconosciute da particolari globuli bianchi detti cellule NK (natural killer). Esse sono cellule di grandi dimensioni dotate di numerosi granuli citoplasmatici il cui contenuto in perforine provoca la lisi delle cellule bersaglio, cioè quelle che presentano delle anomalie.

Febbre
Se l’infiammazione si estende in tutto il corpo si ha un effetto sistemico, con l’insorgere della febbre. La febbre consiste in un aumento prolungato della temperatura corporea interna, che normalmente è di 37 °C, verso temperature più elevate, le quali rendono inospitale l’ambiente corporeo a virus e batteri. L’organo responsabile è l’ipotalamo. L’effetto della febbre è benefico, nel senso che facilita la risposta immunitaria. Se però la temperatura rimane alta (sopra i 40 °C) per molto tempo, potrebbe danneggiare alcuni organi.

Difesa immunitaria specifica

Per resistenza specifica o immunità si intende la resistenza che l’organismo oppone a fattori patogeni o composti chimici che siano riusciti a superare le difese aspecifiche.

L’immunità specifica può essere:

Naturale o Innata (cioè è ereditaria ed è presente dalla nascita compresi i NK Natural Killer)
Acquisita (è quella che il nostro corpo consegue nel corso della vita)

Immunità Specifica
Perché questo tipo di immunità si chiama specifica perché si basa sul riconoscimento di ciò che fa parte dell’organismo (sé o self in inglese) da ciò che non ne fa parte (non sé o nonself). Questa capacità si chiama immunocompetenza.

La superficie delle nostre cellule,  è ricoperta da proteine particolari dette MHC od anche marcatori maggiori (nell’uomo si chiamano HLA, da Human Leucocyte Antigen). Queste proteine vengono codificate da oltre 20 geni associati presenti sul cromosoma 6: ognuno di questi geni possiede molti alleli codominanti che determinano quindi un’estrema variabilità tra individuo ed individuo, grazie all’elevato numero di possibili combinazioni. In pratica rappresentano una sorta di carta di identità genetica, sfruttata dalle cellule deputate alla risposta immunitaria specifica.

I marcatori maggiori sono di due tipi:
  
marcatori MHC di I classe (presenti su tutte le cellule nucleate; sono quelli responsabili del fenomeno detto rigetto dopo un trapianto d’organo)
  
marcatori MHC di II classe (presenti solo sui linfociti e sui macrofagi; sono quelli responsabili della risposta immunitaria specifica)
I marcatori minori sono detti così perché non si differenziano molto ma sono comuni tra individui diversi (ad esempio quelli che determinano i gruppi sanguigni AB0).
I linfociti sono quindi le cellule responsabili della risposta specifica. Li distinguiamo in:
  
linfociti B (responsabili dell’immunità anticorpale o umorale)
  
linfociti T (responsabili dell’immunità cellulare).
Entrambi hanno origine nel midollo osseo, ma mentre quelli di tipo B rimangono in situ per la maturazione (cioè l’acquisizione dell’immunocompetenza), quelli di tipo T migrano nel timo, una ghiandola posta appena sopra il cuore (da cui l’origine della sigla: B sta per bone marrow, cioè midollo osseo, mentre T sta per thymus, timo).

Sia i linfociti B che quelli T, una volta maturi, si accumulano nel tessuto linfoide (linfonodi, milza, placche di Peyer) oltre che nel sangue. Il sistema linfatico è importante per la difesa immunitaria: infatti, siccome gran parte dei patogeni si raccolgono nel liquido extracellulare o interstiziale, essi vengono raccolti e trasportati all’interno dei vasi linfatici. Ogni tanto incontrano dei linfonodi, dove sono presenti i linfociti, pronti a combattere le infezioni. Vediamo ora quali sono le modalità di azione di questi due tipi cellulari.

Natural Killer (Immunità Naturale)

Le cellule NK (immunità innata) presentano un'attività citotossica di fronte a cellule infette da virus e cellule tumorali, anche se non le riconoscono per uno stimolo antigenico specifico. Di fatti il loro meccanismi di attivazione inizia riconoscendo, in forma naturale (vedi HLA), cellule che non esprimono adeguatamente il SLA, come succede nella maggior parte delle cellule infette da virus.  Ed inoltre, liberano mediatori solubili (Citochine), ad esempio: Fattore di Necrosi Tumorale (TNF), Interferone g, che permettono la stimolazione di diversi meccanismi linfatici.  
A destra: schema di una cellula NK che esprime il recettore per la frazione Fc delle immunoglobuline. 

Citochine
 
Le citochine sono proteine di piccole dimensioni che si legano a specifici recettori presenti sulla membrana delle cellule e comunicano alla cellula un’istruzione specifica come, ad esempio, lo stimolo a crescere, oppure a differenziarsi o ancora l’ordine di morire.

Quelle dalle cellule del sistema immunitario, come le interleuchine e le chemochine, svolgono un ruolo fondamentale nella regolazione e nell’attivazione dei nostri meccanismi difensivi e nei processi infiammatori.
Le Pertanto le citochine hanno un ruolo fondamentale nella risposta naturale attraverso meccanismi d'azione diretta contro l'agente invasore, nella fase precoce dell'infezione, o mediante meccanismi immunoregolatori che portano l'attivazione delle cellule NK  e dei monociti-macrofagi  con la conseguente liberazione di altre citochine.
 
Se un antigene  attraversa le barriere fisiche  e chimiche si metterà azione l'immunità naturale
L'immunità naturale è la prima barriera immunologica. In questo tipo di risposta, le citochine hanno un ruolo di grande importanza sia in forma diretta, ad esempio, evitando la replicazione virale grazie all'interferone (IFN), sia mediante diversi meccanismi immunoregolatori che agiscono, tra le altre forme, come iniziatori dell'infiammazione, elevando la temperatura corporea, attivando le cellule NK ed i macrofagi.  

Anticorpi

Gli anticorpi, conosciuti anche come immunoglobuline, sono molecole particolari che tendono a legarsi agli antigeni (entità estranea-pericolosa), grazie alla loro forma complementare.
In pratica sono dei complessi proteici formati da quattro catene polipeptidiche di due dimensioni diverse ed hanno una tipica forma ad Y. Le quattro catene sono tenute insieme da ponti disolfuro. La parte superiore della Y (le due “braccia”) è il dominio di riconoscimento: è una zona a sequenza estremamente variabile (regione V), dato che con la sua forma deve adattarsi ai numerosissimi antigeni presenti nell’ambiente. La “gamba” della Y è una zona a sequenza pressoché costante (regione C), viene detta stelo ed è il dominio effettore, cioè quello deputato alla risposta in seguito al riconoscimento dell’antigene, quando l’anticorpo è inserito nelle membrane plasmatiche dei globuli bianchi.

Esistono 5 classi di immunoglobuline, distinte per la differente struttura, per la loro localizzazione e per la loro funzione:
  
IgG – dette anche gammaglobuline, sono la classe più importante e diffusa; si legano ai fagociti e fissano il complemento, sono in grado di attraversare la placenta e di difendere il neonato dopo la nascita
  
IgM – sono i primi anticorpi ad essere prodotti nella risposta immunitaria; fissano il complemento e insieme alle IgD costituiscono i recettori di membrana dei linfociti B
  
IgA – proteggono la superficie delle mucose, ma sono presenti anche nel siero
  
IgD – insieme alle IgM costituiscono i recettori di membrana dei linfociti B
  
IgE – sono presenti in piccole concentrazioni nel sangue; si fissano ai mastociti e liberano dei mediatori chimici responsabili della reazione allergica.
Gli anticorpi agiscono in tre modi diversi:
  
possono legarsi a particelle che presentano antigeni, provocandone l’agglutinazione e favorendone il riconoscimento da parte dei fagociti;
  
possono legarsi a microrganismi patogeni, interferendo con i meccanismi che gli permettono di infettare le cellule dell’organismo ospite; possono provocare la lisi delle cellule, in combinazione con altre componenti del sistema immunitario. Qualunque sia il meccanismo utilizzato, gli anticorpi permettono di eliminare l’agente patogeno e quindi di debellare l’infezione.
Come Funzionano i Leucociti B 

Foto a destra: 1) Leucocita espone sulla sua superficie  gli anticorpi- immunoglobuline. 
Sotto a destra: le plasmacellule maturano liberando gli anticorpi.
 
I linfociti B, una volta maturi, sono presenti in tutto il corpo e mostrano un corredo vastissimo di immunoglobuline (anticorpi) legate sulla superficie esterna dalla loro membrana. Quando uno di essi incontra un antigene che si adatta al dominio variabile, lo lega a sé e comincia a produrre una serie di cellule tutte uguali e con recettori identici (cloni) mediante divisione mitotica: questa fase viene detta selezione clonale. Successivamente avviene un differenziamento: alcuni di questi linfociti diventano plasmacellule (dette anche cellule effettrici), mentre altri diventano cellule della memoria.

Dopo circa 5 giorni le plasmacellule maturano e cominciano a produrre anticorpi liberi in grandi quantità (vedi due foto sopra), che circoleranno nel corpo alla caccia dell’antigene che ha causato l’attivazione di quel particolare linfocita.
Le cellule della memoria sono molto più longeve; a volte durano anche per tutta la vita dell’organismo. Il loro compito è quello “ricordare” e quindi reagire più rapidamente nel caso in cui l’antigene per cui sono state prodotte provochi una seconda infezione: in questo caso le cellule della memoria si differenziano in plasmacellule e nuove cellule della memoria.
Le cellule della memoria sono alla base dell’immunità che si consegue in seguito ad alcune malattie infettive oppure dopo una vaccinazione.

 

Immunità cellulare

Viene espletata contro cellule eucariote infettate o alterate dai linfociti T che possono essere:
  
linfociti T helper, i quali coordinano la risposta immunitaria controllando le altre cellule coinvolte, compresi i linfociti B e gli altri linfociti T;
  
linfociti T citotossici, che attaccano e distruggono cellule estranee di procarioti, funghi parassiti, cellule cancerose, cellule infettate da virus o batteri (foto sotto a destra);
  
linfociti T soppressori, che inibiscono l’effetto dei linfociti B e T.
Sulla superficie dei linfociti T maturi sono presenti delle glicoproteine che determinano la loro funzione e la loro specificità antigenica. Tra queste glicoproteine le più importanti sono le CD4, presenti sulla superficie dei linfociti T helper e le CD8, presenti sulla superficie dei linfociti T citotossici.
Grazie a queste molecole presenti sulla superficie delle loro membrane, i linfociti T riescono a distinguere le cellule self dalle non self, utilizzando un meccanismo del tutto simile a quello visto per gli anticorpi, cioè la complementarietà con determinate molecole.
I CD4 necessitano del doppio riconoscimento dell’antigene e delle proteine MHC di II classe (che, ricordo, sono presenti solo sui macrofagi e sui linfociti) per essere attivati. Ciò avviene 
quando un macrofago fagocita un organismo patogeno: dopo averlo inglobato, alcune delle parti di cui era costituito vengono esposte sulla superficie del macrofago, legate assieme alle proteine MHC. Il macrofago funge da cellula APC (dall’inglese Antigen Presenting Cell, cioè cellula che espone l’antigene) quando un linfocita B espone sulla membrana antigeni legati a proteine MHC di II classe

Nel primo caso questo evento permette il riconoscimento da parte dei linfociti T helper i quali, dopo essersi attivati, producono cloni di cellule della memoria e di linfociti T helper attivi; inoltre secernono interleuchine, le quali stimolano il differenziamento e la proliferazione dei linfociti B e dei linfociti T citotossici attivati.
Nel secondo caso, cioè quando un linfocita T helper attivo si lega al linfocita B che espone l’antigene, viene stimolato il differenziamento del linfocita B in plasmacellule e cellule della memoria, le quali agiranno come già visto per l’immunità anticorpale.
Anche i linfociti T citotossici non riconoscono direttamente l’antigene ma esso deve essere legato alle proteine MHC di I classe (presenti in tutte le cellule somatiche); questo caso si verifica quando, ad esempio, una cellula è stata infettata da un virus.
Sulla superficie della cellula infettata saranno quindi presenti proteine virali sintetizzate e modificate dalla cellula stessa: il CD8 si legherà quindi alla cellula infetta ed il linfocita T citotossico verrà attivato. Ciò provoca l’attivazione e la proliferazione di cloni di linfociti T i quali attaccheranno tutte le cellule che presentano le stesse caratteristiche: viene liberata una proteina (perforina) che apre dei varchi nella membrana plasmatica e ne causa la lisi e quindi la morte. Vengono inoltre secrete delle linfochine, potenti sostanze chimiche che attirano i macrofagi.
Quando l’infezione è stata debellata entrano in gioco i linfociti T soppressori i quali bloccano l’attività sia degli altri linfociti T che dei linfociti B.

 
Foto a destra:
immagine 1 gli anticorpi aggrediscono cellula tumorale
Immagine 2 gli anticorpi mettono in "evidenza" cellula tumorale in modo tale che i Leucociti T possano distruggerla.
Foto sotto a sinistra:
Immagine 3 gli anticorpi sono usati come "veicioli" di un farmaco per colpire la cellula tumorale.

 




Leucociti modificati Geneticamente
 
Foto sotto a destra i Leucociti T modificati geneticamente per riconoscere e colpire cellule tumorali che presentano la specifica proteina CD 19 nella Leucemia cronica. Il tumore è scomparso dopo solo tre settimane.
La tecnica messa in opera dai ricercatori dell’Abramson Cancer Center dell’University of Pennsylvania











Riepilogo


NATURALE
SPECIFICA
BARRIERE FISICHE
Cute, mucose
Sistema immune cutaneo e associato alle mucose; Anticorpi nelle secrezioni mucose
MOLECOLE CIRCOLANTI
Complemento
Anticorpi
CELLULE
Fagociti (monociti, macrofagi, neutrofili)
NK
Linfociti
MEDIATORI SOLUBILI
Citochine di derivazione macrofagica
Citochine di derivazione linfocitaria


IMPORTANTE
Come già sottolineato solo per motivi di chiarezza e didattici suddividiamo in varie parti il sistema nervoso ma nella realtà questo si basa soprattutto sulla simultanea interazione delle varie cellule immunitarie, capaci di comunicare e di collaborare tra loro.
Altresì tutti gli altri sistemi (ormonale, nervoso ecc.) sono interdipendenti.



Immunodepressione, cioè il mancato riconoscimento di un antigene e/o l’insufficiente reazione.
Un esempio estremo, chiaro nella sua crudezza, è quanto avviene nei malati di AIDS che, a causa dell’immunodepressione grave, sono soggetti a tutte le malattie fino a morirne.

Iperattivazione, che da luogo ad allergie ed intolleranze, fino alle malattie autoimmuni.
Ci sono alcune parti dell’organismo che non sono a contatto con i linfociti, come la parte interna dell’occhio.
Quando la separazione viene meno, come nel caso di affezioni virali che, a seguito della distruzione delle cellule espongono queste sostanze, il sistema immunitario comincia a distruggerle, provocando una patologia autoimmune.

Esempio: dormire male determina una drastica riduzione della disponibilità dei linfociti (globuli bianchi) i quali invece di circolare e svolgere la loro azione di controllo-difesa  restano confinati in alcuni argani di deposito, detti linfopoietici, e questo spiega perché la persona ansiosa e che soffre d’insonnia può ammalarsi con maggiore facilità.


LA MALATTIA

Lo stato di salute di una persona dipende in gran parte da quante tossine sono accumulate nel suo organismo ed in modo particolare nella linfa, nel sangue e nel sistema nervoso.
Un affaticamento, di carattere mentale o fisico, riduce l’energia nervosa al punto in cui l’organismo non riesce più ad eliminare le tossine (rifiuti organici) che si sono accumulate nell’organismo.
Pertanto quando un virus od altro fattore patogeno entrerà nel nostro organismo avremo quattro livelli di risposta:
l’organismo funziona perfettamente ed intervengono le difese fagocitando ed eliminando “l’intruso”;
l’organismo non è al pieno della sua efficienza ed è costretto ad una risposta imperfetta ma …non presenterà all’apparenza una riduzione della salute ma da un’attenta analisi presenterà i segni dell’intruso (anticorpi);
l’organismo funziona male, è intossicato, e non riesce per il momento a contrastare l’intruso ed accusa un cedimento…si ammala però non essendo gravemente intossicato nel giro di alcuni giorni riesce ad aggredire l’intruso ritornando ai livelli precedenti di salute;
l’organismo è gravemente intossicato con danni diffusi a più livelli (ghiandole, articolazioni ecc.) l’intruso è “l’ultima goccia” che fa traboccare il vaso…il sua situazione precipita in una malattia grave che potrà superare con altre fonti inquinanti (farmaci) per ritornare ad una situazione d’intossicazione ancora più grave.

DRENAGGIO E DEPURAZIONE

LE TOSSINE SI DIVIDONO:

• Tossine esogene Inquinamento ambientali da Metalli pesanti, prodotti chimici, inceneritori, Elettroinquinamento, Radio-inquinamento, stufe a legna tradizionali,  forni a microonde, virus, batteri, Stress, coloranti, conservanti, pesticidi, ormoni steroidei, sovralimentazione di zuccheri e grassi, trasfusioni di sangue, vaccini (alterano il terreno biologico), radioterapia e chemioterapia, cosmetici non naturali, variazioni climatiche.

• Tossine endogene
La fonte principale di queste tossine è rappresentato dai prodotti intermedi del metabolismo della fase catabolica finale e dall’acidificazione del nostro organismo. Queste tossine tendono a raggrupparsi in tessuti specifici e in particolare nelle vicinanze dei vasi sanguigni, delle articolazioni, dei legamenti, dei tessuti muscolari, delle ghiandole e del cervello. Sono spesso in grado di provocare irritazioni locali, infiammazioni e reazioni allergiche.

Il drenaggio, consiste in una stimolazione lieve e prolungata nel tempo degli organi emuntori, per favorire l’eliminazione di tossine o residui catabolici che si accumulano nell’organismo, ripristinando l’omeostasi interna.
  
Drenaggio su soggetto sano
Si effettuerà una stimolazione del sistema linfatico in modo tale da drenare i liquidi “fermi” i quali nel loro passaggio nei linfonodi “purificheranno” la linfa dai fattori patogeni

Fito Uncaria Tomentosa (25 gocce in poca acqua Mattina e sera)
Uncaria Tomentosa “Liana” – Arbusto -proveniente dall’amazzonia ed a  causa dei suoi rami spioventi con foglie ovali verde scuro e caratteristiche spine di circa due centimetri ricurve verso il basso, poste alla base delle foglie, è anche detta Unghia di Gatto. La parte utilizzata a scopo di fitorimedio è la corteccia del fusto e delle radici.
Svolge anche un’azione “drenante cellulare” potenziando l'attività delle cellule natural killer (NK) e dei linfociti T citotossici, che sono cellule del sistema immunitario capaci di distruggere le cellule diventate anormali come quelle tumorali, anche se tale effetto richiede, per manifestarsi appieno, tempi da 2 a 3 giorni per le cellule NK e di circa 3 settimane per i linfociti T citotossici.
Castanea Vesca (25 gocce in poca acqua Mattina e sera) alta fino a 25 metri, con tronchi di circonferenza talora imponenti, chioma espansa e molto ramificata, foglie caduche, di forma ellittico-allungata, a margine seghettato, quasi coriacee, di colore verde intenso e lucide, più chiare nella parte inferiore.
Pianta monoica. Le infiorescenze maschili sono rappresentate da spighe lunghe 10-20 cm di color giallo-verdastro. Quelle femminili sono costituite da fiori singoli o riuniti a gruppi di 2-3 posti alla base delle infiorescenze maschili.
Si usano le gemme: Ha la proprietà di stimolare il drenaggio del sistema linfatico, che è deputato alla mobilizzazione delle tossine accumulate a livello del tessuto connettivo.

Aumento delle difese immunitarie

L’importanza di aumentare l’efficienza delle nostre difese immunitarie è ovvia se noi teniamo in conto il passato ed il futuro. Nel passato vi è la dominanza delle diatesi e di fattori a rischio famigliari. Nel futuro c’è la volontà di rimanere in salute il più a lungo possibile.

Diatesi

Le diatesi o “modelli reattivi”, costituiscono la predisposizione ereditata dalla propria famiglia a contrarre determinate malattie, che coinvolge tutti gli aspetti fisici e psichici del soggetto.
Pertanto le manifestazioni e malattie fisiche e mentali sono conseguenza di una particolare carenza di minerali che provoca blocchi a livello enzimatico o rallentamenti del metabolismo. 
Quindi parleremo di punti di debolezza del terreno costituzionale personale, per esempio da genitori allergici nasceranno sempre dei figli con una spiccata predisposizione alle allergie, pertanto da subito, durante lo svezzamento e per il resto della vita sarà fondamentale tenerne conto e prendere le dovute precauzioni.


OLIGOELEMENTI o MICROELEMENTI

I minerali presenti in concentrazioni ridotte sono denominati oligoelementi, cioè elementi presenti in tracce. Sia i minerali contenuti in quantità abbondanti che quelli contenuti in tracce svolgono importanti funzioni a prescindere dalla loro quantità, partecipando alla struttura degli organi e dei tessuti, o fungendo da coenzimi che attivano importanti reazioni biochimiche. La loro carenza induce alterazioni fisiologiche e strutturali, pertanto il loro apporto previene o guarisce alcuni squilibri organici derivati dalla loro mancanza.

Sebbene per non tutti gli elementi chimici impiegati in oligoterapia sia possibile trovare una spiegazione per il loro meccanismo d'azione (come trattamento "catalitico" diretto sui tessuti), per alcuni di loro effettivamente vi sono delle spiegazioni forniteci dagli studi di biochimica eseguiti nei laboratori di ricerca di base.

Catalizzatori e coenzimi
Gli oligoelementi svolgono importanti azioni sia di catalizzatori e di coenzimi.

I catalizzatori  sono sostanze o miscele di sostanze che in un fenomeno chimico determinano delle variazioni della velocità di una reazione chimica , il catalizzatore non viene consumata dal procedere della reazione stessa.
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Il grafico di lato rappresenta in termini sintetici e didattici  l’andamento dell'energia potenziale per una “generica reazione” X + Y → Z.
Nel momento in cui interviene il catalizzatore, il normale cammino di reazione (in nero) viene alterato (in rosso), in modo da avere una energia di attivazione più bassa.


Le diatesi sono state suddivise in:

DIATESI  I°  ALLERGICA  ;  MANGANESE; SOGGETTO IPER
Biocatalizzatore: Manganese
ASPETTO FISICO: Stanchezza tipicamente mattutina, difficoltà di alzarsi, miglioramento all’aperto e con movimento, miglioramento durante il giorno iperattivo e instancabile la sera.

ASPETTO PSICO-COMPORTAMENTALE: di cattivo umore al mattino, ottimista ed euforico verso sera (rimane un ottimista) iperattivo. Se contrastato si irrita, passionale in tutte le cose. La Memoria è buona ma selettiva, ricorda solo ciò che gli piace.

INDICAZIONI CLINICHE:
Rinite allergica, congiuntivite allergica, Asma bronchiale allergico, Emicrania allergiche, Orticaria, Eczema costituzionale o atopico. Turbe e allergie alimentari, Colon irritabile, Eretismo cardiaco con palpitazioni. Ipertensione arteriosa sintomatica. Ipermenorrea, polimenorrea, dismenorrea. Soggetto ipertiroideo, artrosi ed artrite autoimmune

DIATESI  II° IPOSTENICA - MANGANESE RAME ;  SOGGETTO IPO

I biocatalizzatori di base sono il complesso  Mn-Cu,
ASPETTO FISICO: stanchezza che si manifesta verso sera, soggetto calmo e riflessivo, metodico e con scarsa resistenza fisica.

ASPETTO PSICO-COMPORTAMENTALE: tendenza al pessimismo, facilità ad esaurimenti, astenia e con cattivo umore. Tendenze morbose caratterizzate da processi infettivi recidivanti.

INDICAZIONI CLINICHE:
Infezioni recidivanti delle prime vie aeree ( rinite, tonsillite, faringite, otite, sinusite, bronchite ). Bronchite asmatica.
Alcune forme di eczema. Cistiti recidivanti. Ipomenorrea, oligomenorrea, dismenorrea Colite. Soggetto ipotiroideo

DIATESI  III° DISTONICA – MANGANGANESE – COBALTO  (DOPO I 50 ANNI)

I biocatalizzatori di base sono Mn-Co, complementari: Magnesio, Potassio e Litio.
ASPETTO FISICO: astenia mattutina con progressivo affaticamento durante la giornata, con pesantezza alle gambe.

ASPETTO PSICO-COMPORTAMENTALE: soggetto ansioso, con diminuita capacita di concentrazione e memoria. Tendenze morbose caratterizzate da turbe neuro-vegetative e neuro-artitiche. In questa diatesi si giunge dalle due precedenti.

ASPETTO PSICO-COMPORTAMENTALE: di cattivo umore, al mattino, facilità ad esaurimenti, astenia, soggetto emotivo.

INDICAZIONI CLINICHE: Reumatismo degenerativo, sindromi dolorose muscolari, tendenza all’iperuricemia, iperazotemia,
ipercolesterolemia. Disturbi della circolazione arteriosa e venosa periferica, varici, pesantezza agli arti inferiori, crampi muscolari. Turbe gastrointestinali, affaticamento epatico, colon irritabile Turbe della menopausa, Ansia, insonnia, turbe dell’umore.

DIATESI  IV° ANERGICA -  RAME-ORO-ARGENTO

I biocatalizzatori di base sono Cu-Au-Ag, complementari: Litio, Alluminio, Rame.
ASPETTO FISICO: il soggetto presenta un’astenia generale, dominata da una mancanza di vitalità e di adattamento.

ASPETTO PSICO-COMPORTAMENTALE: perdita progressiva delle facoltà intellettive ( attenzione, concentrazione, memoria, capacità di coordinare ), atteggiamento generale di rinuncia con tendenza all’isolamento e alla depressione.

INDICAZIONI CLINICHE:
Stanchezza fisica persistete. Postumi da traumi fisici e psichici. Processi infiammatori e infettivi a lenta risoluzione o recidivanti con scarsa risposta al trattamento farmacologia. Sindrome depressiva, cattivo umore, vedo nero pianto immotivato.
Questa diatesi può essere transitoria, dopo interventi operatori, gravidanza, durante situazioni di prolungato stress e in età avanzata. L’azione consiste in una stimolazione a livello corticosurrenale, soggetto ipo.

Pertanto solo i soggetti della Diatesi Ipostenica (Infettiva) ed i soggetti Anergici (Diatesi IV) dovranno preoccuparti di fare prevenzione alle malattie mentre gli allergici (iper) dovranno usare solo il Manganese come catalizzatore per “rallentare-diminuire” l’attività di risposta immunitaria.

Come Intervenire

Alimentazione ( combinazione alimentari)

NO LATTE

Deacidificazione (con cereali integrali,  miglio, frutta acida – verdura)

Diatesi di Appartenenza

Oligum Cu-Au-Ag (se soggetto stressato e stanco.)


Fitopreparato Echinacea ( dominanza malattie infettive invernali)
Echinacea (Echinacea angustifoglia) pianta fiorita, , immunostimolante delle malattie da raffreddamento – ripara le lesioni.
Uncaria (Uncaria tomentosa) radice,  immunostimolante – stimola la produzione dei linfociti e l’attività citossica.
Lapacho (Tabebuja impatiginosa)corteccia di radice utile in presenza di funghi, micosi, candidosi, muffe, diuretica, immunostimolante, aiuta contro i radicali liberi, le affezioni della pelle, psoriasi, herpes.
Eucalipto (Eucaliptus globulus) antisettico – antibatterico – bechico - ipoglicemizzante


Fitopreparato Echinacea Bimbi ( dominanza malattie infettive invernali)
 
Nel caso dei bambini, come già riaffermato sopra, le difese immunitarie sono in evoluzione pertanto alle piante che utilizzeremo per gli adulti ne aggiungeremo una di particolare, la Drosera rotundifolia, per rafforzare i bronchi visto che non tutte le mamme vogliono comprendere che l’uso del latte e dei latticini è “micidiale” per la salute dei bambini.
Dosaggio bambini come per gli adulti "a peso corporeo".
Echinacea (Echinacea angustifoglia) pianta fiorita, , immunostimolante delle malattie da raffreddamento – ripara le lesioni.
Uncaria (Uncaria tomentosa) radice,  immunostimolante – stimola la produzione dei linfociti e l’attività citossica.
Lapacho (Tabebuja impatiginosa)corteccia di radice utile in presenza di funghi, micosi, candidosi, muffe, diuretica, immunostimolante, aiuta contro i radicali liberi, le affezioni della pelle, psoriasi, herpes.
Drosera rotundifolia > asma – asma allergica – bronchite cronica – decong. vie respiratorie
Eucalipto (Eucaliptus globulus) antisettico – antibatterico – bechico - ipoglicemizzante

Se si vuole fare un’azione immunostimolante di tutto l’organismo.

Fitopreparato Uncaria Tomentosa
40 gocce 3 x di prima dei pasti
“Liana” proveniente dall’amazzonia ed a  causa dei suoi rami spioventi con foglie ovali verde scuro e caratteristiche spine di circa due centimetri ricurve verso il basso, poste alla base delle foglie, è anche detta Unghia di Gatto. La parte utilizzata a scopo di fitorimedio è la corteccia del fusto e delle radici.
Svolge anche un’azione “drenante cellulare” potenziando l'attività delle cellule natural killer (NK) e dei linfociti T citotossici, che sono cellule del sistema immunitario capaci di distruggere le cellule diventate anormali come quelle tumorali, anche se tale effetto richiede, per manifestarsi appieno, tempi da 2 a 3 giorni per le cellule NK e di circa 3 settimane per i linfociti T citotossici.

In tutti i casi

Antiossidanti

Vit. C : immunostimolante – regola metabolismo ferro-rame e calcio-magnesio.

Vit. E (antiossidante – migliora l’utilizzo dell’ossigeno – tonifica circolazione).

Omega 3-6 ; Fonfamentali in tutte le patologie degenerativa – interviene nella respirazione cellulare – antiaggregante piastrinico previene la formazione di emboli = ictus ed infarto.

Minerali 

FERRO
Il ferro è fondamentale per la vita (serve per il trasporto dell'ossigeno nel sangue, per tenerlo depositato nei muscoli, per l'attività respiratoria cellulare, per la replicazione cellulare e per costruire la struttura di tessuti ed organi).
Un deficit di ferro incide in primo luogo sulle scorte depositate nel fegato, nella milza e nel midollo osseo: solo successivamente provoca la diminuzione della concentrazione media di emoglobina.
La carenza di ferro provoca astenia, stanchezza, facilità a contrarre infezioni, anemia, febbri intermittenti, secchezza delle mucose, pruriti vaginali. L'eccesso di ferro provoca invece danni agli organi in cui si accumula.
Come nel Calcio anche nel Ferro difficilmente potremmo parlare di carenza primaria intesa come carenza di Ferro nell’alimentazione piuttosto sarà corretto parlare di carenza secondaria causata dallo Stress (Adrenalina), carenza di Vit. C, Fumo, e di Rame o per un cattivo funzionamento e quindi d’assorbimento da parte dell’intestino.
Se il ferro è fondamentale per la “produzione” dei globuli rossi determinante è l’attività svolta dall’acido folico e dalla Vit. B 12.

ZINCO
Indispensabile per la sintesi di vari enzimi, specie nei disturbi a base ormonale.
Regolatore del sistema endocrino, ipofisi, antinfettivo ed antinfiammatorio, antidegenerativo, cicatrizzante, stimolatore del sistema neuropsichico, dismenorrea, disturbi della menopausa, problemi della pelle, acne giovanile, infezioni, ferite, infiammazioni, disturbi del sistema nervoso, sovraffaticamento, malattie degenerative ed ipertrofia prostatica.


Papaia fermentata 
Azione a ntiossidante ed immunostimolante particolare in tutte quelle condizioni che possono essere legate ad un’iperproduzione di radicali liberi come stress.Come succede spesso nel settore erboristico c'è stata una moda che ormai è andata scemando.

Aloe vera succo
Svolge un’azione immunostimolante, antinfiammatoria del primo tratto digestivo.Dal nostro punto di vista preferiamo utilizzare le piante sicuramente immunostimolanti come l'uncaria, la tabebuja e l'echinacea.



Ci scusiamo per la sintesi, semplificazione e lacunosità di alcuni passaggi ma comprenderete la complessità dell’argomento.
Vittorio Alberti - Quero (BL)

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