Quali sono le terapie utili per la salute?


Nella nostra società frenetica e sempre più lontana dalla naturalità si susseguono terapie e terapeuti che promettono guarigioni e fantastici risultati con le più svariate tecniche fino a promettere acqua da segrete fonti sacre o acqua benedetta di Lourdes ( http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=179654). 

Tutto questo sarebbe meraviglioso se fosse vero e in molte occasioni questi terapeuti propongono i loro prodotti e teorie ben confezionate e credibili, in forma direttamente proporzionata alla non conoscenza scientifica del paziente e cosumatore.
Ovviamente più il consumatore è in difficoltà o in "crisi" più è facile fargli credere qualsiasi cose in modo particolare quando le problematiche riguardano la sfera emozionale, psichica e degli affetti.

Come può il consumatore scegliere il prodotto più adatto per il suo benessere senza cadere in tranelli o inganni?

Le regole Fondamentali

1) Prima di tutto partiamo dal presupposto che vi sono cose facili da curare e cose che non si possono “curare”
visto che appartengono o allo stile di vita (che non tutti sono disposti a cambiare) o alle caratteristiche del terreno personale. Un allergico può migliorare ma rimane un allergico.
Un discorso più serio e delicato riguarda la sfera emozionale la quale è legata alla parte più sensibile di noi stessi e dove “non basterà una vita” per poter rimuovere o superare delle lesioni che possono riguardare la nostra infanzia od un lutto. Ricordo mio padre che ogni volta che parlava della morte prematura di “suo padre” si emozionava, anche se poco se ne ricordava, del padre, visto che quando morì, prematuramente, lui aveva solo tre anni.
2) Le persone dovrebbero sempre ripetere a se stesse: se esistesse un farmaco od un prodotto per dimagrire, per far ricrescere i capelli, per combattere la sofferenza d’amore, lenire il dolore di un lutto e del vivere: questi problemi o patologie non esisterebbero.

Nesso tra terapia e miglioramento del paziente.

Il vecchio detto: se il raffreddore lo curi dura sei giorni e se non lo curi dura sei giorni, potrebbe essere in parte illuminante.

1) Effetto tempo -Se un soggetto soffre di “mal di denti” e prende una compressa e dopo cinque minuti sparisce il dolore questo sarebbe un risultato ascrivibile sicuramente alla compressa. Se invece il dolore sparisce dopo alcune ore, chi ci darà la conferma ineluttabile che il dolore e stato “cancellato” dalla compressa e non si è “spento” da solo, ovviamente se era un vero mal di denti?

Il fattore tempo vale per molte patologie, esempio la tosse,: basta far durare la cura un tempo più o meno lungo e si potrà dire: quello sciroppo mi ha “fatto passare la tosse” o…la tosse in ogni caso dopo quel tempo sarebbe passata grazie alle capacità antinfiammatorie naturali del nostro organismo?


2 ) Effetto Coincidenza- Esistono molte patologie che si risolvono da sé, senza un motivo apparente, in modo particolare se a causarle sono state delle cause non identificate dal paziente e dal medico. Casualmente è rimossa la causa, all’insaputa di tutti, e la persona guarisce.

3) Effetto Terapeuta - Il terapeuta agisce sulle abitudini del soggetto che in qualche modo sono coinvolte nella patologia. Anche se i prodotti usati sono inutili o di scarsissima capacità di cura il cambiamento delle abitudini del soggetto ne determina un ovvio miglioramento o guarigione.

4) Effetto contenimento – I prodotti usati contengono o nascondono il problema. Lampante è la veridicità di questa situazione analizzando i limiti dell’attività curativa dei farmaci di sintesi, omeopatici, naturali ecc. senza l’intervento risolutivo della chirurgia.

5) Errori di diagnosi Il paziente ed il medico sono convinti della presenza di una patologia più o meno grave invece si tratta di una patologia che risponde positivamente ai primi tre punti.

6) Effetto Placebo - Il soggetto si sente meglio perché crede di assumere una medicina che realmente può giovare alla sua situazione.

Una terapia non è mai proponibile quando si utilizza il termine: sembra.

"sembra" funzionare;
"sembra" funzionare con tempi molto lunghi;
"sembra" funzionare perché produce miglioramenti parziali, spesso non definitivi.

TERAPIA PROPONIBILE

Per  definire una terapia valida si deve utilizzare la legge di guarigione totale: 

una terapia è valida e quindi da parte nostra utilizzabile o consigliabile, 
quando la patologia è guarita completamente nella quasi totalità dei casi in un tempo breve.


Una terapia valida è immune dai vari "trucchi".

INDICE DI EFFICIENZA

La Vera Terapia deve rispondere all'

Indicice di Efficiena




  • Si considera un numero considerevole e valutabile di soggetti affetti dalla patologia sotto esame.
  • Si applica correttamente la terapia per un periodo ragionevolmente breve da evitare l'effetto tempo e l'effetto coincidenza; il periodo d'azione si definisce ragionevolmente breve se dura al massimo trenta giorni o comunque un tempo inferiore alla guarigione spontanea per tutte quelle patologie reversibili (che cioè guariscono da sé).
Al termine del periodo prefissato si verifica la percentuale di chi è completamente guarito e di chi ha realmente trovato un vero ed inconfutabile miglioramento.
Parliamo di evidente ed inconfutabile miglioramento perché per alcune patologie non è possibile la guarigione totale (gravità, età del paziente ecc).

Una corretta ricerca dei risultati
 
Un primo intervento adottabile per la comprensione dell’efficacia d’un farmaco è quella del "cieco semplice", che consiste nell'eliminare ogni possibile fonte di suggestione sul soggetto esaminato. Se, ad esempio, si vuole valutare l'efficacia di un farmaco, occorre tenere conto dell'inevitabile effetto placebo.

Cieco semplice

Per fare questo occorre prendere in considerazione due campioni omogenei di pazienti.
Al gruppo A: si somministra il farmaco oggetto di studio.
Al gruppo B: si somministra un placebo, ovvero una sostanza farmacologicamente inerte. Ovviamente nessun paziente di entrambi i campioni deve sapere se sta assumendo il farmaco o il placebo.
In questo caso però cì’è il rischio che i risultati possono essere falsati dalle aspettative dei ricercatori che sono a conoscenza chi utilizza “il farmaco” ed il “placebo”
Che involontariamente possono condizionare i componenti del gruppo A e B.
Alla fine  i dati dovranno essere rielaborati dalla statistica.

Doppio cieco

Proprio per evitare qualsiasi condizionamento sia i soggetti esaminati che gli sperimentatori ignorano le informazioni fondamentali dell'esperimento che potrebbero influenzarne i risultati.
Alla fine  i dati dovranno essere rielaborati dalla statistica.

Triplo cieco

Per uina totale sicurezza dei dati finali  anche lo statistico che elabora i dati è completamente all’oscuro e non può associare un gruppo a un dato farmaco.

Lo scopo di tali metodologie  è quello di evitare che i risultati della ricerca vengano influenzati a priori non solo dal condizionamento del paziente ma da quello dello stesso medico che sta effettuando la ricerca e dall’elaborazione dei dati finali.

Attenzione
Molte  terapie “chimiche” o naturali sono usate per mesi o per anni, convincendo il paziente che è un malato cronico e che non c’è soluzione al suo problema, pertanto quando ci sono ciclici miglioramenti, il soggetto li imputa alla terapia.

Non accontentarsi
Se una terapia funziona solo sul 50% dei pazienti, perché sull'altro 50% non funziona? 
Un medico o ricercatore serio si dovrebbe porre l'obbiettivo di capire meglio la patologia e non di accontentarsi del solo 50% (al quale si dovrebbe sottrarre il 30% dell'effetto placebo).
L'inganno terapeutico
Per interessi commerciali delle aziende, del terapeuta, della politica e di chi è coinvolto nel business della salute, spesso ricorre all'inganno terapeutico:
far credere al potenziale paziente che una terapia proponibile sia valida. Molte volte per convincere con maggiori argomenti si raccolgono numerose testimonianze (solo ovviamente quelle in favore) e si fa pubblicità su riviste più o meno specializzate.

La verità

La verità non risiede nel dibattito teorico, possibile, filosofico o probabilistico ma solamente se la terapia risponde al concetto di:  

terapia proponibile ed indice di efficienza.

Noi tutti dobbiamo essere molto responsabili perchè la salute è una cosa preziosa e quando ci si ammala si ha il diritto di non procedere tempo in tentativi e prova, ma percorrere la giusta terapia.

Io personalmente non ho il corraggio ne la capacità etica di consigliare dei prodotti che non abbiano superato un reale controllo scientifico ed evito d'entrare nei labirinti del probabile e delle teorie che in quanto tali (alcune molto interessanti) sono tutte da scoprire e da dimostrarne.

Vittorio Alberti Centro Ricerca Piante Officinali
























































































































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