CARDO MARIANO NON SEMPRE UTILE

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Cardo mariano


Il cardo mariano ha grande attività farmacologica ma evitiamolo con gli integratori a base di Riso Rosso Fermentato che viene utilizzato per inibire l'enziam HMGCoAreduttasi responsabile della conversione degli zuccheri in colesterolo... perchè il cardo mariano interferisce con l'attività delle statine.


Il cardo mariano (Silybum marianum) ha trovato impiego sin dai tempi antichi come
epatoprotettore e nel trattamento di disturbi epatici e della cistifellea. Recentemente gli estratti della pianta sono stati studiati come citoprotettivi e anticancerogeni e per il trattamento di supporto degli avvelenamenti da Amanita phalloides .

Il principale componente del cardo mariano è la silimarina, un complesso di flavolignani estratti dai frutti essiccati (2

. Circa il 70-80% della silimarina è costituita da silibina; altri componenti sono silidianina, silicristina e isosilibina.
Gli estratti di S. marianum hanno mostrato effetti antifibrotici, antinfiammatori, immunomodulatori e di scavenger dei radicali liberi. Le proprietà antiossidanti sono state spiegate mediante due possibili meccanismi d’azione:
  • effetto diretto di scavenger dei radicali liberi a livello delle membrane lipidiche
  • effetto indiretto esercitato tramite la modulazione dell’attività degli enzimi del citocromo P450 (CYP) che sono noti per la loro capacità di generare radicali liberi.

Diversi studi hanno dimostrato che la silibina è in grado di inibire l’attività di diverse isoforme del citocromo P450, in particolare dei CYP3A4, 1A1, 2D6, 2E1 e 2C9.

Tra i farmaci il cui metabolismo potrebbe essere alterato dall’assunzione di estratti di cardo mariano vi sono le statine.
In particolare atorvastatina, simvastatina e lovastatina vengono metabolizzate dal CYP3A4,

mentre fluvastatina e rosuvastatina vengono metabolizzate principalmente dall’isoenzima CYP2C9. Anche il warfarin viene estesamente metabolizzato dal CYP3A4 e dal CYP2C9. Il CYP2D6 è responsabile del metabolismo di antidepressivi, antipsicotici e beta-bloccanti, mentre tra i farmaci metabolizzati dal CYP2E1 vi sono il paracetamolo e l’isoniazide.
In diversi modelli in vitro, il cardo mariano ha evidenziato la capacità di inibire l’UDP glucuronosiltrasferasi, la beta glucuronidasi e la glicoproteina-P, sistemi enzimatici coinvolti nel metabolismo e nel trasporto di numerosi farmaci.

In particolare l’UDP glucuronosiltrasferasi si occupa del metabolismo di farmaci antitumorali come l’irinotecan, mentre la glicoproteina-P è coinvolta nell’assorbimento di numerosi farmaci come la digossina o le statine.
Sebbene l’inibizione di questi sistemi enzimatici da parte della silimarina avvenga a dosi superiori rispetto a quelle utilizzate in ambito terapeutico, l’assunzione di estratti di cardo mariano dovrebbe essere evitata nei pazienti trattati con i farmaci metabolizzati

Note:
(a cura di Alessandro Oteri, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università degli Studi di Messina

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