Alla scoperta delle piante officinali e commestibili: Parco di San Floriano - Polcenigo - Pn



ESCURSIONE BOTANICA

ALLA SCOPERTA DELLE PIANTE COMMESTIBILI ED OFFICINALI

Lunedi' 2 giugno ore 9.30

ritrovo nel parcheggio del Parco di San Floriano Polcenigo (Pn).
Questa  visita guidata al Parco rurale di San Floriano a Polcenigo, vedrà la partecipazione di uno dei più importanti botanici italiani, Adriano Bruna e dei NHaturopati Dott.ssa Silvia Nogarol del Centro Ricerca Piante Officinali Veneto e del NHaturopata  Vittorio Alberti della Scuola di NHaturopatia Hermete-Sophia




IL PARCO
Il Parco rurale di San Floriano, uno dei pochi esempi di ambiente naturale – rurale esistenti in Italia, si trova nella località di San Giovanni di Polcenigo in provincia di Pordenone. Si estende per una superficie di circa 40 ettari. Inserito nel Parco Fluviale del Livenza e nella cornice del complesso montuoso del Cansiglio, il Parco di San Floriano si

contraddistingue per la varietà di flora e fauna, i prati a pascolo permanente e le marcite. 


Il Parco come si presenta oggi è stato inaugurato l’8 novembre 1980. Da allora oltre alla tutela ambientale è seguita la fase di recupero agricolo con l’introduzione di bovini, suini, ovini, equini, animali da cortile, dell’apicoltura, delle piante officinali e di piccoli frutti.

L’orto sinergico: dal 2013 all’interno del Parco di San Floriano sarà presente un orto sinergico a scopo didattico e produttivo. L’innovativa tecnica dell’agricoltura sinergica si rifà al lavoro del microbiologo giapponese Masanobu Fukuoka: mediante la consociazione favorevole tra le diverse piante si sviluppa un ecosistema permanente dove l’intervento dell’uomo è minimo e dove non si utilizzano fertilizzanti e pesticidi.

L’orto delle piante aromatiche e officinali è stato creato per proteggere i siti naturali di accrescimento che siimpoveriscono a causa della raccolta spontanea, oltre che per la presenza di un mercato di nicchia legato a tali coltivazioni. Inoltre, si è voluto presentare una serie di specie erbacee altrimenti visibili solo in diversi ambienti come le strade, le scarpate dei fossi e in prossimità degli stagni. Tra le piante officinali presenti nel Parco ci sono l’erba cipollina, l’artemisia, alcune varietà di menta e timo, la melissa, l’origano, la ruta e la polmonaria.

NOTA: 
sarà richiesto un piccolo contributo di 5 € a   compensazione delle spese di organizzazione. 

Da sinistra: Vittorio Alberti Schuola di NHaturopatia Hermete-Sophia. Adiano Bruna botanico - Giuseppe Rigo Bionatura Rovewredo in Piano Pn



Storia
I terreni sono stati lasciati in eredità al Comune di Polcenigo dall’Ing. Luigi Bazzi, deceduto l’11 settembre 1951. Come espressamente richiesto dal testamento dell’Ing. Bazzi, dopo la sua morte venne istituita una fondazione a nome suo e della madre Ida.
CAMMINIAMO A PIEDI SCALZI


l 9 gennaio 1976 viene siglata la convenzione tra Provincia di Pordenone e Fondazione che istituisce “il Parco per l’istruzione naturalistica sul Colle di San Floriano in Comune di Polcenigo”, con l’obiettivo di creare un’azienda-parco che coniugasse la produttività con la salvaguardia dell’ambiente.
Si ristrutturano le Foresterie e si dà lustro all’ambiente naturale attraverso un’importante opera di bonifica dei boschi e dei terreni, l’introduzione di specie di piante significative e la creazione di sentieri ed aree di ristoro per i visitatori.
Il Parco come si presenta oggi è stato inaugurato l’8 novembre 1980. Da allora oltre alla tutela ambientale è seguita la fase di recupero agricolo con l’introduzione di bovini, suini, ovini, equini, animali da cortile, dell’apicoltura, delle piante officinali e di piccoli frutti.
Nel 1991 in occasione del IV Congresso Nazionale dei Parchi Minori, il Parco è stato definito “rurale” e ancora oggi è l’unico esempio di parco naturale e rurale esistente in Italia.
Nel 1998 il Parco è entrato a far parte della Federazione Europea dei Parchi – EUROPARC, organizzazione internazionale che tutela e valorizza i parchi d’Europa.
A maggio 2006 la Provincia di Pordenone e la Fondazione Ing. Bazzi e Madre Ida affidano la gestione del Parco all’ERSA – Ente Regionale per lo Sviluppo Rurale, fino all’inizio del 2011.
Da aprile 2011 è direttamente la Fondazione Ing. Bazzi e Madre Ida a occuparsi dell’amministrazione e della conduzione del Parco.

Il Parco si trova nelle frazione di S. Giovanni. Da qui seguire le indicazioni dai cartelli.


Parco rurale di San Floriano

località Colle San Floriano 2

33070 S. Giovanni di Polcenigo (PN)

L'azienda agricola e la zona rurale
All’interno del Parco vengono praticate attività di coltivazione e allevamento a scopo didattico e di ricerca, rivolte a studenti, tecnici, agricoltori, orticoltori e privati, interessanti anche sotto il profilo economico.

L’obiettivo principale di questo lavoro è il recupero e la valorizzazione di varietà frutticole ed orticole locali e l’allevamento di razze animali minori o a rischio d’estinzione.
Le coltivazioni frutticole: nel biennio 1991-92 sono stati creati tre campi catalogo che raccolgono un patrimonio frutticolo formato da 122 varietà di melo, 37 di pero e 14 di susino, una banca genetica di eccezionale valore e fonte preziosa per migliorare le coltivazioni e rilanciare la frutticoltura delle zone montane e pedemontane. Tra i vari tipi di mela coltivati ricordiamo la Zeuka, la Ruggine di Castelnovo, la Gialla di Priuso e lo Striato Dolce, tra le pere il Pero Napoleone, il Pero di Vienna e il Pers Campanei.

Inoltre vengono coltivate diverse varietà di piccoli frutti come lamponi, more, ribes, mirtilli con i quali vengono confezionate le ottime marmellate in vendita presso il Parco.

L’orto sinergico: dal 2013 all’interno del Parco di San Floriano sarà presente un orto sinergico a scopo didattico e produttivo. L’innovativa tecnica dell’agricoltura sinergica si rifà al lavoro del microbiologo giapponese Masanobu Fukuoka: mediante la consociazione favorevole tra le diverse piante si sviluppa un ecosistema permanente dove l’intervento dell’uomo è minimo e dove non si utilizzano fertilizzanti e pesticidi.

L’orto delle piante aromatiche e officinali è stato creato per proteggere i siti naturali di accrescimento che si impoveriscono a causa della raccolta spontanea, oltre che per la presenza di un mercato di nicchia legato a tali coltivazioni. Inoltre, si è voluto presentare una serie di specie erbacee altrimenti visibili solo in diversi ambienti come le strade, le scarpate dei fossi e in prossimità degli stagni. Tra le piante officinali presenti nel Parco ci sono l’erba cipollina, l’artemisia, alcune varietà di menta e timo, la melissa, l’origano, la ruta e la polmonaria.
L’allevamento di razze minori o a rischio d’estinzioneè stato introdotto allo scopo di conservare la diversità genetica anche del patrimonio zootecnico regionale. Troviamo le seguenti razze: bovini Pezzata Rossa Friulana, equini Bardigiano, ovini Alpagota e Carsolina, suini Mora Romagnola e Geneticamente Friulano, polli Robusta Lionata, Robusta Maculata, Rodhe Island e Siciliana, tacchini Comune Bronzato ed Ermellinato di Rovigo e Oca Romagnola.

Gli animali pascolano per tutto l’anno, riproducendosi in libertà ed allevando naturalmente la prole che poi viene venduta per integrare il reddito.
L’apicoltura occupa una posizione significativa, oltre che per la produzione del miele, anche per l’importante ruolo che le api svolgono nell’impollinazione delle molte specie vegetali spontanee e coltivate. Grazie all’operosità di questi insetti, molte piante vengono salvate dall’estinzione e la frutta raggiunge qualità e pezzatura adeguata. L’ape allevata all’interno del Parco è un ibrido naturale tra l’Apis mellifera carnica a l’Apis mellifera ligustica.

L'ambiente

Il Parco rurale San Floriano si trova in una posizione geografica di notevole interesse, determinata dalle sorgenti carsiche del Livenza, dall’area archeologica del Palù ricca di testimonianze del periodo Neolitico e dalle montagne del Cansiglio.
Arrivati al parcheggio, dopo una breve salita si presenta sul Colle dei Mori la visione di un ambiente caratterizzato da bosco, prati permanenti e da una variegata flora e fauna.

Qui sono presenti la prima Foresteria e la sala didattica. Oltrepassati l’orto botanico-conservativo e l’uliveto si intravede la seconda Foresteria e sulla destra il campo catalogo delle vecchie varietà di melo.
Il bosco del colle sui terreni più freschi e profondi è caratterizzato dal querco-carpineto costituito principalmente da farnie (Quercus robur), carpino bianco (Carpinus betulus), ciliegio (Prunus avium), mentre sui terreni più superficiali dei versanti esposti a sud prevalgono il querceto termofilo di roverella (Quercus pubescens), parpino nero (Ostrya carpinifolia) e orniello (Fraxinus ornus). Anche l’acero è ben rappresentato con entrambe le specie (Acero campestre e Acero montano). Il castagno è reperibile in formazioni quasi pure.
A livello arbustivo si segnala la presenza di biancospino (Crataegus monogyna), corniolo (Cornus mas), pungitopo (Ruscus aculeatus) e altre specie.
Nello strato erbaceo si trovano anemoni (Anemone nemorosa), epatiche (Epatica nobilis), pervinche (Vinca minor) ed ellebori (Helleborus viridis).

Il taglio del bosco fornisce il cippato che alimenta l’impianto di riscaldamento della Foresteria e della sala didattica.

Le siepi campestri sono elementi antichi del paesaggio rurale: delimitano le superfici coltivate, seguono i corsi d’acqua, definiscono le strade. Nel parco vengono riproposte le tipologie di siepe diffuse negli anni passati ma ancora oggi valide dal punto di vista produttivo, estetico-ornamentale ed ambientale.
I prati permanenti costituiti da oltre un centinaio di specie erbacee e delimitati da siepi alberate a dar luogo ai caratteristici “campi chiusi”, sono prati-pascoli che vengono utilizzati nel corso della stagione vegetativa per il pascolo e la fienagione. L’erba è tagliata in primavera e durante il resto della stagione viene effettuato il pascolo turnato con frequenti spostamenti del bestiame - dando la precedenza agli animali più esigenti come le vacche poi le pecore e i cavalli.

Oltre alla loro valenza agronomico-produttiva, i prati-pascoli rappresentano l’habitat naturale di piccoli invertebrati di fondamentale importanza ecologica e svolgono un’azione importante nella regimazione delle acque meteoriche e nel miglioramento della fertilità del suolo.
Le marcite: la notevole disponibilità di acqua di risorgiva del fiume Livenza ha consentito di mantenere la tradizionale tecnica di prati irrigui, la marcita (dal latino marcere, decomporsi). È una tecnica di gestione dei prati stabili, tipica del nord Italia, diffusa dai monaci cistercensi e ormai quasi scomparsa, di cui il Parco San Floriano è una delle pochissime testimonianze.
L’acqua del Livenza proveniente dall’apertura di chiuse, che alimentano i canali all’interno degli appezzamenti del Parco, mantiene la temperatura del terreno intorno agli 8/10 gradi e permette la crescita dell’erba e la fornitura di foraggio anche nei periodi più freddi.

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